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Stop ai conti correnti postali per i tributi catastali
Soppressi i sistemi di pagamento dei tributi mediante conto corrente postale provinciale e modalità di riscossione delle somme dovute a seguito di atti emessi dagli Uffici provinciali (AdE - Provvedimento 02 aprile 2026, n. 108991)
Stop ai conti correnti postali per i tributi catastali
Soppressi i sistemi di pagamento dei tributi mediante conto corrente postale provinciale e modalità di riscossione delle somme dovute a seguito di atti emessi dagli Uffici provinciali (AdE - Provvedimento 02 aprile 2026, n. 108991)
L’obiettivo è efficientare i processi di riscossione migliorare la qualità dei servizi e ridurre gli adempimenti contabili.
In particolare, viene stabilito che a decorrere dal 1° giugno 2026 non possono più essere effettuati pagamenti mediante versamento sul conto corrente postale provinciale. Dalla stessa data cessano anche le precedenti disposizioni che consentivano l’utilizzo di tali conti per i servizi telematici.
Periodo transitorio e gestione delle somme residue
Il provvedimento disciplina attentamente la fase transitoria, prevedendo che le somme già versate possano ancora essere utilizzate per un periodo limitato. Infatti, le somme preventivamente versate possono essere utilizzate nel termine di tre mesi per la presentazione degli atti catastali.
Decorso tale termine:
- le somme residue sono restituite su richiesta telematica;
- la richiesta deve essere presentata entro un termine specifico;
- in assenza di richiesta, le somme vengono riversate all’Erario.
In particolare, il provvedimento chiarisce che eventuali giacenze residue sono riversate all’Erario, pur restando salva la possibilità di richiedere il rimborso entro i termini ordinari di prescrizione.
La chiusura dei conti correnti postali provinciali è fissata al 30 dicembre 2026, segnando così il completamento del processo di superamento di tale modalità di pagamento.
Un elemento centrale della riforma è l’introduzione generalizzata del modello F24. Il provvedimento stabilisce infatti che a partire dal 1° giugno 2026, i pagamenti sono effettuati esclusivamente mediante modello F24 .
La scelta si inserisce nel solco del sistema di versamento unitario previsto dall’art. 17 DLgs 9 luglio 1997, n. 241, comportando:
- l’abbandono della riscossione diretta da parte degli Uffici provinciali;
- l’uniformazione delle modalità di pagamento;
- una maggiore integrazione con i sistemi di compensazione.
Per quanto riguarda i crediti ancora non riscossi, il provvedimento prevede che:
- i carichi residui siano iscritti a ruolo;
- restino ferme le procedure per i crediti inesigibili o insussistenti.
Si legge infatti che eventuali carichi sono iscritti a ruolo, assicurando così la continuità dell’azione di riscossione.
Digitalizzazione e strumenti alternativi
Non viene meno la possibilità di utilizzare strumenti telematici evoluti. Il provvedimento conferma infatti:
- l’utilizzo del conto corrente unico nazionale;
- l’eventuale impiego della piattaforma PagoPA.
In tal modo, il sistema si orienta verso modalità di pagamento più efficienti, tracciabili e uniformi.
di Anna Russo
Fonte normativa


