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Agevolazioni contributive: regolarizzazione durc interno negativo
L'istanza di rateazione presentata entro 15 giorni dalla notifica dell'invito a regolarizzare l'omesso versamento di contributi è efficace ai fini della conferma delle agevolazioni contributive fruite anche se l'accoglimento da parte dell'Inps è emesso oltre il predetto termine (Corte di Cassazione - Ordinanza 17 marzo 2026, n. 6142)
Agevolazioni contributive: regolarizzazione durc interno negativo
L'istanza di rateazione presentata entro 15 giorni dalla notifica dell'invito a regolarizzare l'omesso versamento di contributi è efficace ai fini della conferma delle agevolazioni contributive fruite anche se l'accoglimento da parte dell'Inps è emesso oltre il predetto termine (Corte di Cassazione - Ordinanza 17 marzo 2026, n. 6142)
A decorrere dal 1° luglio 2007, i benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale sono subordinati al possesso, da parte dei datori di lavoro, del documento unico di regolarità contributiva (DURC). Con decreto del Ministro del Lavoro sono definite le modalità di rilascio, i contenuti analitici del DURC, nonché le tipologie di pregresse irregolarità di natura previdenziale ed in materia di tutela delle condizioni di lavoro da non considerare ostative al rilascio del documento medesimo (art. 1, co. 1175 e 1176, L 27 dicembre 2006 n. 296).
Il Ministero del Lavoro ha previsto che:
- la regolarità contributiva sussiste inoltre in caso di richiesta di rateizzazione per la quale l’Istituto competente abbia espresso parere favorevole;
- in mancanza dei requisiti di regolarità contributiva (ad esempio per omesso versamento dei contributi) gli Istituti, le Casse Edili e gli Enti Bilaterali, prima dell’emissione del DURC o dell’annullamento del documento già rilasciato, invitano l’interessato a regolarizzare la propria posizione entro un termine non superiore a 15 giorni.
Nel caso esaminato dalla Corte di Cassazione, l'Inps ha emesso note di rettifica nei confronti del datore di lavoro, disconoscendo l'agevolazione contribuiva connessa a due lavoratori assunti con benefici contributivi, in seguito all'accertamento del mancato versamento di contributi.
Su invito a regolarizzare emesso dall'Inps, il datore di lavoro ha presentato istanza di rateazione entro il termine di 15 giorni dalla notifica. L'istanza di rateazione è stata accolta dall'Inps, ma oltre il termine di 15 giorni dalla notifica dell'invito. Il datore di lavoro ha provveduto al versamento nei termini stabiliti dalla rateazione.
Secondo l'Istituto la rateazione doveva ritenersi inefficace ai fini della regolarità contributiva e della conservazione dei benefici contributivi perchè l'accoglimento della rateazione e il versamento della prima rata erano avvenuti oltre il termine di 15 giorni dalla notifica.
La Corte di Cassazione si espressa in favore del datore di lavoro affermando che:
- va considerato in posizione di regolarità contributiva colui che ha avanzato istanza di rateizzazione che venga accolta dall'INPS; ciò significa che, nella specie, nel momento in cui l'istanza di rateizzazione, presentata dalla società nel rispetto del termine quindicinale, è stata accettata, la parte era da considerarsi in posizione di regolarità contributiva. La circostanza che la decisione dell'Istituto sia intervenuta dopo la scadenza dei 15 giorni dalla notifica dell'invito a regolarizzare non può incidere sull'efficacia. Diversamente argomentando, la regolarizzazione verrebbe rimessa ad un adempimento dell'Istituto, che potrebbe, in astratto, essere adottato anche ben oltre 15 giorni dal deposito dell'istanza. In sostanza, la possibilità per il singolo di mettere in regola la propria posizione dopo la notifica dell'invito ricorrendo alla rateazione del debito sarebbe esposta all'alea dei tempi di risposta dell'Ente interessato, finendo così per dipendere non dalla volontà e dal comportamento della parte privata ma da fattori esterni alla sua sfera di controllo e rientranti nella sfera di controllo dello stesso Ente che ha notificato l'irregolarità e si duole della omessa regolarizzazione.
- una volta che INPS ha ammesso la parte alla rateizzazione, la posizione dell'interessato è da qualificarsi regolare, non rilevando, in senso contrario, che l'Ente assuma il provvedimento dopo la scadenza dei 15 giorni, perché, con l'accoglimento dell'istanza di rateizzazione, si realizza quella condizione che fa sì che si consideri integrata la regolarità contributiva.
di Ciro Banco
Fonte Normativa


